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Modena
24/06/2014
Alla fine è arrivato anche l’esorcista: ma i suoi servizi non sono stati necessari, perché la ragazza che ha aggredito il parroco non era davvero posseduta, ma sono stati momenti inquietanti quelli vissuti domenica sera a Cognento: vittima il sacerdote, che ha riportato qualche contusione.
I fatti sono avvenuti l’altro ieri verso le 19 «quando - racconta don Franco Malagoli - si è presentata una giovane donna chiedendo di essere confessata. Dal momento che la chiesa era ormai chiusa l’ho fatta accedere al mio studio» e lì il sacramento è stato celebrato. Niente di particolare, pareva. All’improvviso, però, qualcosa è cambiato nella ragazza e il primo segnale è stato un mutamento del tono della voce: «Da femminile - assicura il sacerdote - è diventato quasi maschile».
Soprattutto ha dato in escandescenze: «Mi ha preso la testa tra le mani e me l’ha sbattuta contro il muro, per fortuna non con molta violenza, e mi ha dato spintoni in direzione dei mobili e pugni. E poi diceva frasi del tipo “Io sono più potente di te” e “Questa è casa mia”. Perché? Non lo so. Tra l’altro ha dimostrato una forza che il suo corpo minuto non dimostrava in apparenza». A ogni modo il don ha iniziato a urlare e dal vicino bar si è precipitata un’addetta; pure lei è rimasta coinvolta suo malgrado: «La ragazza - aggiunge il sacerdote - dopo averci chiuso nella stanza le ha strappato una ciocca di capelli».
Nel frattempo sono giunti a Cognento alcuni familiari della donna: neppure loro sono riusciti a far desistere la congiunta dalle sue azioni e i tre sono rimasti nello studio. E’ stato necessario l’intervento della polizia per riportare la situazione alla normalità: «E persino gli agenti - prosegue don Franco - hanno faticato ad aprire quella porta. E’ stato necessario che un poliziotto facesse il giro della chiesa per sorprenderla e fermarla». Fatta uscire all’esterno, è la donna stata affidata al 118. E sul posto è accorso anche l’esorcista dell’arcidiocesi di Modena e Nonantola, don Gaetano Frigieri, che ha valutato la situazione e riscontrato che «non ci sono gli estremi per parlare di una persona “posseduta” - conclude il sacerdote aggredito -. Però che furia...»
Giancarlo Scarpa
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